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La Villa Baiocchi si trova sul lungomare di Livorno , nel quartiere di Antignano . Si tratta di una villa di stampo razionalista , ubicata lungo il viale Amerigo Vespucci .
Storia
Alla metà degli anni trenta la famiglia Baiocchi decise di trasformare il proprio villino sul mare ad Antignano , un edificio su tre piani con torretta dal vago sapore neogotico , in una moderna villa di gusto razionalista . Del vecchio impianto venne mantenuto il bastione a mare in mattoni (su due piani fuori terra), sul quale fu realizzata una spianata in cemento, al contempo belvedere e piano d'imposta della nuova residenza progettata dall'architetto Cesare Pascoletti .
Descrizione
La villa è situata in un'area di notevole valore paesaggistico e fa parte di un sistema di residenze monofamiliari edificate tra fine dell' Ottocento e gli inizi del Novecento per la borghesia labronica (si veda Lungomare di Livorno ); essa occupa un lotto di forma quadrangolare compreso tra il mare e l'asse orientale di un viale che collega Antignano al centro di Livorno .
Sfruttando il notevole dislivello del terreno, che verso mare presenta una ripida scogliera, l'edificio è caratterizzato da un sistema di terrazze degradanti: al livello più alto è situato il cortile attiguo alla via e a quelli inferiori rispettivamente il giardino, con arbusti della macchia mediterranea . La casa presenta un impianto articolato e una volumetria compatta, sviluppata su quattro piani fuori terra a partire dalla quota della terrazza a mare, a sua volta piano di copertura del sottostante bastione a mare su due livelli.
Il fronte strada, su tre piani, si qualifica per il segno continuo e unificante della recinzione in travertino , nella quale è ritagliato il portale architravato d'ingresso collegato a una loggia a tre fornici ; il disegno della facciata in ceramica propone una campitura rigorosa, segnata al centro dal nastro vetrato del vano scala, ai cui lati si dispongono semplici finestre. A fianco del volume in ceramica si ammorsa il corpo in travertino a un unico livello del soggiorno, caratterizzato su questo lato dalle tre ampie vetrate della galleria e, sul fronte nord, da tre finestre a nastro. Sul fronte a mare, tale nucleo si articola tramite un assemblaggio di elementi tipici del razionalismo mediterraneo: il grande oblò della sala biliardo, il finestrone con sovrastante tettoia a sbalzo e la loggia a cinque campate con i fornici segnati da pilastri binati. Al di sotto e in corrispondenza di tale nucleo si sviluppa, sfruttando l'accidentata orografia del lotto, un ulteriore piano di contenuta altezza (adibito a deposito, cantina e garage).
Per quanto concerne la distribuzione interna, dall'atrio si accede alla galleria vetrata, scenograficamente aperta sul grande salone con affaccio sul mare; nel nucleo a sud sono situati i due corpi scala (padronale e di servizio, la prima caratterizzata per la notevole soluzione dell'elica a sbalzo), il salotto, la sala da pranzo, lo studio e la cucina. Ai due piani superiori le camere (familiari e per gli ospiti), con doppi servizi igienici e guardaroba.
Architettura
La villa si configura per il riuscito connubio tra il marcato carattere razionalista (particolarmente evidente nella volumetria semplice e lineare, tagliata da modulari finestre senza alcun risalto) e quella "mediterraneità" che è uno dei caratteri fondanti la nuova architettura fascista italiana. Tale dicotomia si presenta efficacemente nella diversa soluzione dei due fronti: urbano e razionalista quello sulla pubblica via, privato e articolato tramite un vibrante gioco di portici e logge quello verso il mare.
Pressoché inesistenti, fino ad una più recente analisi promossa dallo storico Dario Matteoni, le notizie storiche e i commenti su questo interessante edificio: la redazione della piacentiniana "Architettura" commenta che dal punto di vista estetico è da apprezzare la ricca, gaia e, nello stesso tempo, composta movenza volumetrica della composizione. L'espressione è sanamente italica ed insieme schitettamente moderna . [1]
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