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Comune di Piombino 
CENNI STORICI ANTICHITA' E MEDIOEVO
Piombino, situata sull'etremità meridionale dell'omonimo promontorio, è una città di mare dalle antichissime origini classiche e medievali, ereditate da Populonia, patria etrusca della metallurgia, e dalla repubblica marinara di Pisa. Sin dalla nascita dei primi insediamenti, intorno all'anno Mille, la sua peculiare posizione geografica si rivelò fondamentale per la sua stessa esistenza e per le vicende che ne hanno caratterizzato la storia e lo sviluppo sino ad oggi. La strategicità del territorio suscitò ben presto l'attenzione di Pisa: nel 1162 un Breve Imperiale sancì una prima forma di protettorato su Piombino, che tuttavia riuscì ugualmente ad organizzarsi in Comune, sviluppare proprie istituzioni ed ampliare la sua rete di traffici, consistenti soprattutto nello smercio del ferro dell'Isola d'Elba, del grano della Maremma e del sale prodotto poco oltre i confini urbani. Tra la fine del XII e la prima metà del XIII secolo, Piombino divenne il secondo principale attracco della repubblica marinara.
LA NASCITA DELLO STATO
Fu con la progressiva crisi e decadenza di Pisa che Piombino cominciò a definire spazi di autonomia politica ed economica, che si ampliarono nel corso del XIV secolo finchè, nel 1399, si inaugurò con Gherardo il dominio degli Appiani e la nascita dello Stato, che sopravvisse (caso unico nella storia italiana) per oltre quattro secoli: Signoria dal 1507, divenne successivamente Feudo Nobile (1509) e infine, nel 1594, Principato libero e franco del Sacro Romano Impero. Alla sua guida, oltre alla famiglia Appiani, si avvicendarono i Ludovisi, i Boncompagni e i Baciocchi-Bonaparte, attraverso un lunghissimo periodo di grandi trasformazioni politiche e amministrative, guerre ed invasioni, fino al 1815 quando, con il Congresso di Vienna termina, Piombino termina la sua esistenza autonoma e confluisce nel Granducato di Toscana dei Lorena.
GLI APPIANI, IL RINASCIMENTO E LEONARDO
E' soprattutto la dominazione degli Appiani ad imprimere a Piombino il volto di città d'arte e a consegnarci quel cospicuo patrimonio di Beni Culturali che attualmente costituisce una delle principali direttrici dello sviluppo economico. La fioritura architettonica ed artistica rinascimentale raggiunge il massimo splendore nel corso del XV secolo: risale a questo periodo la costruzione dell'Ospedale della SS.Trinità, del complesso architettonico della Cittadella e del Chiostro presso la Concattedrale di Sant'Antimo, opere queste ultime due dell'architetto e scultore fiorentino Andrea Guardi. Appartiene a quest'epoca anche la fortezza del Rivellino, edificata nel 1447 a difesa della Porta a Terra (Torrione), in occasione dell'assedio di Alfonso I d'Aragona re di Napoli, che invano tentò di conquistare la città. Recenti ricerche hanno inoltre accreditato la presenza di Leonardo Da Vinci nella città, attraverso i progetti urbanistici che il grande scienziato concepì nei primi anni del Cinquecento per Cesare Borgia e Jacopo IV Appiani.
L'ARCHITETTURA MILITARE E IL CASTELLO
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Come nel passato, Piombino continuava a suscitare la particolare attenzione degli Stati italiani e stranieri, non solo come postazione privilegiata di controllo del mare toscano e via di accesso marittimo alla penisola, ma anche per la ricchezza delle risorse, prima tra tutte lo sfruttamento del ferro: frequenti erano gli assedi, i tentativi di occupazione e le minacce esterne, che incombevano sul piccolo Stato. Anche per questo, durante il Cinquecento, la città potenziò il suo apparato difensivo e la sua architettura militare: è del 1553 la Fortezza Medicea, costruita per ordine del duca di Toscana Cosimo I De' Medici, su un progetto di ampliamento del preesistente Cassero quattrocentesco, ad opera dell'architetto Giovanni Camerini. Il complesso, che da allora ha subito ulteriori ampliamenti e trasformazioni, è noto con il nome di Castello e oggetto di un ambizioso progetto di restauro (i cui lavori sono in corso) che lo riconsegnerà alla fruizione collettiva, in quanto "museo di se stesso" e come sede di un costituendo Museo della città e del territorio.
IL SETTECENTO E LA MAREMMA
Terminato il governo degli Appiani il Principato viene "comprato" da Niccolò Ludovisi, principe di Venosa, con il quale si inaugura il dominio della dinastia che proseguirà fino ai primi del Settecento e, nel secolo successivo, con la famiglia Boncompagni-Ludovisi. Il cambiamento verificatosi sulla scena politica non porta particolare impulso allo sviluppo del piccolo Stato ed è solo verso la metà del Settecento che, come nel resto dell'Europa, si registra un'inversione di tendenza, legata in particolare all'espansione dei traffici marittimi e alla crescita demografica. Questi segnali di risveglio furono tuttavia accompagnati da un grave dissesto idraulico delle campagne, conseguente ad un lungo processo di degrado che, iniziato nell'alto medioevo ed intensificatosi alla fine del Cinquecento, interessò tutta la Maremma toscana: così, verso la fine del Settecento, l'ampia pianura del Principato appariva letteralmente costellata di aree acquitrinose, anche molto estese, come quelle del "padule" di Piombino, presso la foce del Cornia, e del "padule" di Scarlino. Oggi, a testimonianza di quel paesaggio naturale, resta un angolo dimenticato dalle bonifiche: la palude degli Orti-Bottagone, oasi del WWF, estesa per circa 100 ettari a sud della foce del Cornia, sito faunistico di interesse nazionale per la presenza di numerose specie come il Fenicottero, la Cicogna, l'Airone Europeo, il Cavaliere d'Italia.
LA "PICCOLA PARIGI"
Un'autentica ondata di rinnovamento giunse agli inizi dell'Ottocento quando, dopo la conquista francese, Napoleone concesse Piombino alla sorella Elisa, moglie di Felice Baciocchi. La tradizione popolare ha molto (e per lo più ingiustamente) favoleggiato sul personaggio della "Baciocca", mentre certamente la città deve a questa donna un decisivo impulso innovatore, imposto al vecchio ordinamento politico, amministrativo e fiscale, che condizionò positivamente il futuro sviluppo sociale ed economico. Grande fu l'impegno di Elisa anche nel campo delle opere pubbliche: tra queste, la costruzione della strada detta "della Principessa", la litoranea a carattere turistico che ancora oggi unisce Piombino a San Vincenzo. Tale fu il profondo risveglio portato nel complesso dalla stagione francese, che in quegli anni la città prese l'appellativo di "piccola Parigi".
OTTOCENTO: INIZIA "L'ETA' DEL FERRO"
Con il tramonto dell'epoca napoleonica scompare lo Stato indipendente, che nel 1815 viene annesso al Granducato di Toscana: ciò non interrompe, tuttavia, il generale processo di ripresa che conosce una lenta ma costante crescita economica, demografica ed edilizia, agevolata anche dalla campagna di risanamento della Maremma lanciata nel 1828 da Leopoldo II. Verso la fine dell'Ottocento furono fondate le prime grandi industrie piombinesi, la Società Anonima degli Alti Forni e Fonderia di Piombino e La Magona d'Italia: ha inizio quell'attività siderurgica che ha caratterizzato lo sviluppo locale nell'ultimo secolo, trasformando la piccola città di mare in un polo industriale. In pochi decenni, l'identità stessa di Piombino si legò saldamente alla lavorazione dell'acciaio, che condizionò il suo sviluppo economico, sociale ed urbanistico. Se la siderurgia portò indubbiamente Piombino a divenire una moderna e florida città industriale, dall'altra la crisi siderurgica iniziata negli anni Ottanta le ha "presentato il conto", evidenziato i limiti ed i rischi di una rigida mono-cultura.
LA BATTAGLIA DI PIOMBINO
ANTEFATTO
Il 25 luglio 1943 il Re destituiva e faceva arrestare Benito Mussolini: era la caduta del fascismo. Ma la guerra continuava e in tutta Italia, nei 45 giorni che precedettero l'Armistizio con gli Alleati, risorsero le organizzazioni antifasciste. A Piombino, città tradizionalmente antifascista, nacque il Comitato di Concentrazione Antifascista, che raccolse intorno a sé tutte le spinte tendenti al rinnovamento del quadro politico cittadino ed alla restaurazione delle libertà sindacali in fabbrica. L'8 settembre 1943, quando la radio trasmette il comunicato del Capo del Governo, il Maresciallo Badoglio, che annuncia la firma dell'Armistizio, anche a Piombino, come nel resto d'Italia, la notizia viene salutata dalla popolazione con manifestazioni di gioia per la fine della guerra. Ma l'entusiasmo è destinato a spegnersi ben presto. Già durante la notte seguente, una flotta tedesca all'ancora nel porto effettua un tentativo di occupazione militare della città, prendendo la batteria del Semaforo. L'immediata reazione persuade tuttavia gli aggressori a ritirarsi e partire. La giornata del 9 settembre trascorre dunque nella preoccupazione crescente dei cittadini, che temono un attacco tedesco, mentre si fanno sempre più evidenti gli effetti della smobilitazione militare e dell'apparato difensivo seguiti alla notizia dell'Armistizio. In questo clima di grande incertezza si inserisce l'opera del Comitato di Concentrazione Antifascista, protagonista degli eventi di questo periodo, che di fronte ai tragici sviluppi del giorno successivo si farà guida del sollevamento popolare e spingerà i comandi militari alla reazione.
I PREPARATIVI DELLA BATTAGLIA
All'alba del 10 settembre 1943, arriva di fronte al porto di Piombino una flottiglia tedesca con due cacciatorpediniere, agli ordini del comandante Albrand, che chiede di attraccare per rifornirsi di acqua e carbone. Alla richiesta, che cela l'evidente intenzione di invadere e prendere possesso della città, si oppone il comandante di Marina Piombino Amedeo Capuano, ma il generale De Vecchi, comandante della 215.a Divisione Costiera, vecchio fascista, ordina di autorizzare lo sbarco. La notizia di quanto sta accadendo al porto si diffonde rapidamente, provocando fermento nella popolazione e tra gli operai degli stabilimenti Ilva e Magona. Si accendono le prime proteste dei civili, che chiedono alle autorità l'immediato allontanamento delle navi germaniche, senza risultato. Col passare delle ore la ribellione cresce e comincia ad organizzarsi per lo scontro imminente, che il comandante tedesco sta nel frattempo pianificando: Albrand si era infatti accorto della gravità dei tumulti che preannunciavano una resistenza all'invasione e si preparava con cura a sferrare l'attacco. Anche in questa fase, il ruolo del Comitato si dimostra importante, non solo nella preparazione dei civili alla battaglia, ma anche come contatto con le forze armate: proprio a seguito delle pressioni sul generale Perni viene chiamato in difesa della città un battaglione corazzato, accampato poco distante. Civili e militari organizzano le difese presso le batterie di Montecaselli, Salivoli e Falcone. Contemporaneamente i tedeschi si preparano all'assalto secondo tre linee di fronte: la conquista della postazione del Semaforo, l'occupazione del porto, l'invasione lungo la strada verso la città.
LO STEMMA DEL COMUNE DI PIOMBINO
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Il Comune è un ente dotato di personalità giuridica di diritto pubblico: da questo status consegue il diritto al nome, allo stemma e alla denominazione delle proprie borgate e frazioni. La prima elaborazione dello stemma piombinese risale al secolo XI, quando la città comincia ad avere una propria struttura urbana, civile e legislativa. La raffigurazione pittorica più antica, sinora conosciuta, risale invece al XV secolo e riporta i colori argento (bianco) e rosso, tipici della famiglia Appiani. I colori verde e oro, attualmente in uso, compaiono nell'Ottocento.L'elemento principale, contenuto nella forma di scudo, raffigura un profilo urbano fortificato, con tre torri e una chiesa; ai lati appaiono due tralci, uno di alloro e l'altro di quercia, uniti alla base. La corona che sormonta lo scudo, anticamente simbolo del rango di Principato, ottenuto da Piombino con diploma dell'Imperatore Rodolfo II il 7 febbraio 1594, indica araldicamente il titolo di città, conferito con Regio Decreto il 4 settembre 1927. Lo sperone roccioso simboleggia infine la caratteristica di città marittima, situata sull'omonimo promontorio.
DA VISITARE
MONUMENTI Piombino – Un po' di Storia
Situata sull'estremità meridionale del promontorio omonimo, la città si sviluppò nel IX secolo dopo la distruzione di Populonia. Dopo un breve periodo di autonimia comunale, passò sotto il dominio della Repubblica Marinara di Pisa, che ne fece un'importante base marittima. Nel 1399 la famiglia Appiani fondò la Signoria di Piombino, elevata a rango di Principato del Sacro Romano Impero nel 1594. Ai Principi Appiani seguirono i Ludovisi ed i Boncompagni-Ludovisi.
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Gli Appiani chiamarono alla loro corte artisti insigni: lo scultore-architetto Andrea di Francesco Guardi; Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma o Mattaccio; Giovanbattista Romolo di Jacopo detto Rosso Fiorentino; Leonardo da Vinci, nel 1502 e 1504, che realizzò disegni e progetti oggi conservati nella Biblioteca Nazionale di Madrid. Nel periodo napoleonico fu governata da Elisa Bonaparte (sposata Baciocchi) e sorella di Napoleone I (Principato di Lucca e Piombino 1805-1815) che fece vivere alla città un periodo di grande splendore tanto da attribuirle l'appellativo di ‘Piccola Parigi'. Con il tramonto dell'epoca napoleonica scompare lo stato indipendente. Dopo l'annessione al Granducato di Toscana (1815) seguirà le sorti della Regione registrando un rapido sviluppo economico agevolato dalle bonifiche della Maremma, e dalla nascita dell'attività siderurgica che oggi sta integrandosi sempre di più con lo sviluppo del porto e con il turismo.
La visita Entrando in città si incontra il centro commerciale naturale “150 vetrine”, che comprende oltre cento negozi di vari generi, dall'alimentare tipico all'abbigliamento più trendy, e che ci conduce fino al mare sia dal lato sud, Piazza Bovio, sia dal lato Ovest, Viale Amendola. Da qui si gode di una vista mozzafiato sull'Elba, sul Canale di Piombino, sul promontorio del Falcone e sul porto turistico di Salivoli dove lo shopping è possibile sia nel centro commerciale del porto che nel quartiere con un'offerta completa e differenziata.
Percorso consigliato: 1. TORRIONE E RIVELLINO L'antica porta a terra della citta, detta anche di Sant'Antonio è il monumento più antico tra quelli rimasti in Piombino, edificato nel 1212, unica testimonianza dell'età comunale. Nel 1447 vi fu costruito il massiccio rinforzo semicircolare, ‘il Rivellino', che inserito nel contesto delle antiche mura, permise una migliore difesa dalle artiglierie.
Attraverso via Vittorio Emanuele si arriva al
2. PALAZZO COMUNALE Rifacimento novecentesco dell'antico ‘Palazzo dei Priori' di cui conserva l'imponenza. Al suo interno vi sono interessanti opere d'arte. Annessa al palazzo è la merlata torre dell'orologio la cui prima edificazione del XVI secolo, ospita oggi al piano terra l'ufficio informazioni turistiche della città.
Risalendo per via Ferruccio troviamo sulla destra la
3. CASA DELLE BIFORE Esempio unico in città di tipica architettura medievale: la'casa-torre' trecentesca; è l'edificio civile più antico del centro storico ed ospita attualmente l'Archivio Storico dell'antico Stato e Città di Piombino. Edifici simili erano certamente frequenti nella Piombino medievale. Un altro esempio di facciata con bifore restaurate si trova nella casa di fronte al palazzo comunale.
Ed imboccando immediatamente sulla sinistra entriamo in Piazza Desideri dov'è la
4. CONCATTEDRALE DI S. ANTIMO Edificata nel 1377, si qualifica da sola, per la ricchezza dei suoi contenuti, in vero e proprio museo. Presenta una facciata in mattoni con portale e lunetta mosaicata di scuola vaticana che raffigura S. Michele Arcangelo. Contiene pregevoli opere di Andrea Guardi, come il bellissimo Fonte Battesimale in marmo del 1470 ed alcuni sepolcri degli Appiani, Signori di Piombino. Annessi alla chiesa: il chiostro rinascimentale opera di grande rilievo con loggiato in marmo di Andrea Guardi (seconda metà del XV sec.); il Museo Civico Diocesano che ospita manufatti marmorei e lignei, dipinti (pale provenienti da Populonia), antichi ostensori, calici, reliquiari ed oreficerie.
Ritornando su Via Ferruccio e proseguendo in salita troveremo facilmente il
5. CASTELLO
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La sua storia riflette quella della città, infatti il suo aspetto attuale è il risultato di più fasi costruttive comprese tra il XIII ed il XIX secolo. Si tratta per lo più di una fortezza Medicea costruita intorno al ‘Cassero Pisano' del 1235 che fu l'antica porta est della città. Destinato a luogo di detenzione dopo l'Unità d'Italia, mantenne le funzioni di carcere fino al 1960. Il recente restauro, terminato nel 2001, permette oggi una lettura chiara delle varie stratificazioni edilizie succedutesi nei secoli. All'interno il ‘Museo del Castello e della Città' che illustra la sua storia attraverso un percorso didattico. Al primo piano vi è un esposizione di reperti ceramici e metallici (databili dal XIV al XVI sec.) rinvenuti durante lo scavo archeologico avvenuto all'interno dell'edificio durante il restauro. Al secondo piano ha sede il Centro di Documentazione sulla Resistenza in Val di Cornia nel XX sec. La città di Piombino, insignita nel 2000 di Medaglia d'Oro al valor Militare, fu protagonista della battaglia contro gli occupanti nazisti del 10 settembre 1943.
Dal Castello uscendo dal lato a mare si percorre il viale del Popolo fino a
6. PIAZZA BOVIO (punto panoramico) E PANORAMICA VIALE DEL POPOLO
La Piazza Giovanni Bovio è un esempio unico nel suo genere di piazza protesa sul mare quasi a toccare l'Isola d'Elba, interamente costruita su uno sperone roccioso. Da qui, così come dal vicino viale del Popolo, lo sguardo spazia sulle Isole dell'arcipelago Toscano dall'Isola del Giglio a Montecristo, Capraia e la Corsica. 7. PALAZZO APPIANI Si trova all'ingresso della piazza Bovio, fu residenza signorile quattrocentesca. Ospita l'Istituto di Biologia Marina.
Proseguendo sulla nostra destra verso la piazzetta del mare incontreremo i
8. CANALI E IL PORTICCIOLO DI MARINA Le fonti dette anche delle ‘serpi in amore' come ricorda il bassorilievo di due rettili uniti per la testa, è opera del 1247. Le teste zoomorfe marmoree dalle quali sgorga l'acqua, sono opera giovanile di Nicola Pisano. L'acqua serviva in passato per l'approvvigionamento delle navi antiche che riparavano nel piccolo porticciolo di pescatori antistante, fino a tempi recenti ritrovo dei pescatori che, sulle balaustre, riparavano e tendevano ad asciugare le loro reti fino ad occupare l'attigua Piazzetta dei Grani. 9. LA TARSINATA ED EX CHIESA DI S. ANTIMO SOPRA I CANALI È una chiesa gotica, oramai sconsacrata, la più antica della città voluta dalla consorteria della gente di mare: sono ben visibili l'abside e la torre campanaria successivamente integrata nel sistema delle difese cittadine detta anche ‘tarsinata'.
Per la ripida via Sferracavalli si sale verso 'la cittadella' ed affacciata sul mare è
10. CHIESA DELLA MISERICORDIA Chiesa officiata dalla Confraternita di Misericordia, con impianto risalente al XIII sec. ci appare nella sua attuale formulazione risalente al XVI secolo. All'interno è custodito un crocifisso ligneo del XV secolo.
11. LA CITTADELLA Complesso architettonico costruito nella seconda metà del XV sec. voluto come dimora signorile dalla famiglia Appiani ad opera di Andrea Guardi, per volere di Jacopo III d'Appiano, in quella che poi divenne una sorta di acropoli cittadina. Oggi, dopo la demolizione del Palazzo dei Principi nel 1959, sono ancora visibili: • La Cisterna. Esempio in marmo di arte quattrocentesca, fa parte del complesso architettonico della Cittadella. È opera del Guardi ed ha sui lati i volti dei principi Jacopo III, la moglie e il figlio. • La Cappella della Madonna. Opera insigne del Guardi nacque come cappella signorile in stile rinascimentale con decorazioni tardo gotiche. Contiene, oltre alle sculture dell'artista, un'immagine della Madonna col Bambino in terracotta policroma opera di Benedetto Buglioni.
12. MUSEO ARCHEOLOGICO DEL TERRITORIO DI POPULONIA L'edificio ospita il Museo Archeologico del Territorio di Populonia. Inaugurato nel 2001 è allestito con oltre 2.000 reperti che documentano in un percorso didattico-scientifico la storia degli insediamenti umani del territorio dalla preistoria, al periodo etrusco (qui ben rappresentato) al tardo-antico romano.
13. LE MURA DI CINTA LEONARDESCHE Nel secolo XIV Piombino fu cinta di mura che collegarono precedenti torri isolate cingendo quello che oggi è l'attuale centro storico, raggiungendo la Cittadella dei Signori Appiani. Di questa cinta ne sono rimasti esempi ancora visibili in via Leonardo da Vinci, e in via della Fortezza sul retro del Museo Archeologico del Territorio di Populonia.
Una volta conclusa la visita al centro storico di Piombino consigliamo di trattenersi per assaggiare alcuni dei nostri piatti a base di pesce fresco, appena pescato,o di carne. In tutto il centro ci sono numerosi ristorantini che hanno fatto della cucina tipica il loro ‘piatto forte' e che garantiscono un rapporto qualità prezzo ormai raro! Allontanandosi dal centro e desiderando più intimità, consigliamo di non perdersi una sosta nelle trattorie e ristoranti che sono presenti in città e che garantiscono un'offerta gastronomica molto valida oltre ,in alcuni casi,ad un panorama indimenticabile. Da non perdere l'aperitivo sull'antico porticciolo, davanti ad un tramonto mozzafiato sull'isola d'Elba,o davanti al Rivellino nel pieno centro della città.
I dintorni:
14. Populonia, Baratti e il Parco Archeologico
Piccolo borgo medievale posto in posizione panoramica che domina l'incantevole golfo di Baratti, si identifica oggi con il cosiddetto ‘castello', un rivellino merlato a pianta semicircolare fatto costruire dai Signori di Piombino, gli Appiani. Al centro della fortificazione, la torre dalla cui sommità lo sguardo spazia dalla vicina Isola d'Elba alla più lontana Corsica fino all'entroterra della Val di Cornia. Nel borgo il ‘Museo Gasparri', collezione privata di reperti etruschi provenienti dalle vicine necropoli. Nella piazzetta si affaccia la piccola chiesa di S. Maria della Croce (XV sec.) i cui arredi sono visibili al Museo Civico di Arte Sacra di Piombino. All'interno del borgo sono nate numerose botteghe artigiane che conservano la suggestione del tempo: dall'antica cuoieria e l'alimentare tipico, al ceramista fino al ristorante più sofisticato. Di fronte a Populonia l'ingresso all'Acropoli del Parco Archeologico di Baratti e Populonia aperta al pubblico nel 2007, dopo l'ultima campagna di scavi. Da qui attraverso itinerari segnalati si può arrivare fino al golfo di Baratti dove continua il parco con la visita alla Necropoli.
15. Vignale - Riotorto
I resti del vecchio centro di Vignale sono ricoperti dalla vegetazione ma è ancora possibile individuare alcuni tratti di cinta muraria ed i parimetri murari della chiesa di San Giovanni. Verso la fine dell'Ottocento, favorito dallo sviluppo del sistema mezzadrile venne a formarsi la vicina borgata di Riotorto che oggi sta emergendo da un punto di vista turistico grazie alla sua posizione favorevole vicina al mare e alle grandi vie di comunicazione.
SPIAGGE SPIAGGE COSTA EST
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Spiagge di sabbia chiara e finissima che si estendono a perdita d'occhio, caratterizzate da bassi fondali sabbiosi. Si tratta di spiagge libere ma che presentano numerosi stabilimenti balneari e servizi dislocati lungo la pineta costiera antistante, Bar e Ristoranti. Accessi: Perelli 1 - Perelli 2 - Carlappiano - Sterpaia - Mortelliccio - Il Pino - Carbonifera - Torre Mozza Si tratta delle spiagge che si affacciano sul golfo di Follonica ma che territorialmente fanno parte del Comune di Piombino per cui sono facilmente raggiungibili in auto/moto/camper ma anche attraverso il servizio bus di linea pubblica in partenza dal capolinea del centro città e dalle altre cittadine del comprensorio come Riotorto, Venturina, Campiglia M. Suvereto In estate viene attivato "al mare con il bus", un servizio specifico che mette in comunicazione le spiagge del territorio (A.t.m. bus: www.atm.li.it ). Accessibili anche a disabili. Ampi parcheggi auto/moto/camper a pagamento gestiti dalla società Parchi Val di Cornia.
QUAGLIODROMO: I "RETONI"
E' il richiamo dell'antica spiaggia di Pontedoro. E' interessante per la presenza dei tradizionali "retoni" da pesca lungo il fiume Cornia che sfocia a sinistra della spiaggia.
Si tratta di una spiaggia libera ma dotata di un piccolo stabilimento balneare con bar. Accessibilità: Si raggiunge in auto/moto attraverso una strada sterrata che si dirama dalla strada della base geodetica. Accessibile anche ai disabili.
Nella costa urbana si trovano numerose piccole spiagge ad iniziare da quelle di "Sotto Bernardini" e "Piazza Bovio".
SPIAGGIA DEI FRATI / VIA AMENDOLA
Spiaggia cittadina di scogli e ciottoli molto grossolani, posta sotto la costa alta e frastagliata su cui verte la città. Non è provvista di servizi ed è particolarmente adatta a chi ama le immersioni marine come lo snorkeling per la presenza di scogli più o meno grandi in prossimità del basso fondale. Accessibilità: Comodamente raggiungibile a piedi su un percorso organizzato in discesa dal piano stradale / parcheggio. Presenta due ingressi diversi: da via Amendola e dalle "mura Leonardesche" di Cittadella presso il museo archeologico del territorio.
IL CANALETTO
Spiaggia libera cittadina costituita da ghiaia grossolana. E' provvista di un piccolo stabilimento balneare con bar collegato all'attiguo "Ristorante Hotel Esperia". Accessibilità: a piedi con una comoda scalinata in discesa dal piano stradale posto sulla costa alta e rocciosa su cui verte la città (via Lungomare Marconi). In autobus urbano in partenza dal capolinea della città (linea 3 o 2/A).
SALIVOLI
Agli inizi del secolo scorso è stata la prima spiaggia attrezzata di Piombino con i caratteristici "Bagnetti", cabine su palafitte e nel dopoguerra con il "Nastro Azzurro". Oggi ha un bar ristorante e un piccolo stabilimento balnerare. A lato il moderno approdo turistico "Marina di Salivoli".
CALAMORESCA
Spiaggia mista di sabbia grossolana e ghiaia posta in una piccola baia, interrompe una lungo tratto di costa alta e rocciosa cosparsa di macchia mediterranea. Affollata in particolar modo da giovani durante l'arco della settimana. Accessibilità: distanza dal centro cittadino: Km 3, raggiungibile in discesa dal parcheggio auto/moto attraverso un ampio stradello cementato percorribile soltanto a piedi (5 min.) o in bicicletta. Accessibile anche ai disabili. Vi è un servizio di autobus pubblici in partenza dal capolinea nel centro di Piombino (linea 3 e linea 2/A). E' dotata di un piccolo stabilimento balneare con bar e ristorante (Calamoresca beach, aperto anche in inverno).
SPIAGGIA LUNGA
Spiaggia costituita da grandi ciottoli e scogli. Non è provvista di servizi e quindi è ancora incontaminata. Gode di una posizione privilegiata sul promontorio a ridosso della costa alta e rocciosa coperta da macchia mediterranea. Accessibilità: raggiungibile soltanto a piedi o in mountain-bike partendo dal parcheggio della vicina spiaggia di Calamoresca: per questo motivo poco affollata.
FOSSO ALLE CANNE
E' una caletta costituita da ghiaia e scogli, immersa nella profumata macchia mediterranea usufruibile per beneficiare di un po' d'ombra durante le ore di balneazione. La presenza degli scogli in acqua già a partire dalla riva favorisce la trasparenza dei fondali. Accessibilità: raggiungibile soltanto a piedi o in mountain-bike partendo dal parcheggio della vicina spiaggia di Calamoresca; Arrivati a "spiaggia lunga" proseguire ancora a piedi. Anch'essa incontaminata e poco affollata.
BUCHE DELLE FATE
Si trova in località Baratti-Populonia, Spiaggia costituita da grandi ciottoli e scogli interessanti per la sua conformazione geologica. Non è provvista di servizi ed è ancora incontaminata. E' situata in una posizione incantevole e panoramica in fondo al promontorio di Populonia a ridosso della costa alta e rocciosa coperta da macchia mediterranea. Presenta un bellissimo fondale marino con acque spettacolarmente chiare. Accessibilità: raggiungibile soltanto in barca o a piedi partendo dal parcheggio del “reciso” che si trova sulla strada prima di arrivare al borgo di Populonia alta.
BARATTI
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Lunga spiaggia di sabbia fine con pini secolari alle spalle ed un profondo arenile nella parte nord del golfo che va diminuendo mano a mano che si procede verso il porticciolo di natanti posto a ridosso del promontorio roccioso. Peculiarità della sabbia nella parte centrale e finale del golfo è quella di essere brunita dalla presenza dei residui di ferro etrusco della attigua area archeologica. E' presente un piccolo stabilimento balneare con bar anche se per lo più si tratta di una spiaggia libera. Accessibilità: Raggiungibile in auto/moto direttamente dalla strada asfaltata diretta verso POPULONIA ALTA (borgo arroccato a dominio del golfo) che proviene dal "la Principessa" strada provinciale da Piombino a San Vincenzo. Parcheggi auto/moto di fronte ai vari accessi alla spiaggia; L'Area di sosta Camper si trova sulla via delle "Caldanelle" e si affaccia sulla provinciale "la Principessa" che collega Piombino a San Vincenzo. Bus di linea pubblica in partenza da Piombino e dagli altri paesi vicini, Populonia Stazione, Venturina, Campiglia, San Vincenzo. In estate viene attivato "al mare con il bus", un servizio specifico che mette in comunicazione le spiagge del territorio (A.t.m. bus: www.atm.li.it ).
POZZINO
E' una spiaggia che si affaccia sul lato nord del golfo di Baratti. E' raggiungibile via mare e via terra dalle strade della Principessa o da un viottolino lungo costa.
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