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Comune di Marciana 
CENNI STORICI
La storia del territorio di Marciana è indissolubilmente legato alla storia di tutta l'Elba, individuando nel periodo del Principato di Piombino in epoca rinascimentale, il periodo di massima ascesa e sviluppo di Marciana. Per la sua posizione geografica l'Elba ha da sempre costituito un ponte naturale tra la Corsica e Piombino occupando un ruolo strategico nella storia dell'area tirrenica.
Conosciuta già dagli antichi greci sotto il nome di Aethalia (fuligginosa) l'isola d'Elba ha avuto una storia travagliata di conquiste (Etruschi, Romani e più tardi Pisani, Genovesi e Turchi) ed incursioni saracene, quasi sempre legata alle sue floride risorse minerarie e al controllo delle rotte militari e commerciali. Il ferro e i suoi minerali hanno sempre condizionato storia ed economia elbane; dei segni del passato è cosparso praticamente tutto il territorio isolano, sotto forma di insediamenti etruschi e romani, ville patrizie, torri di avvistamento e fortificazini medioevali, oltre ad interessanti esempi di architettura militare del '500 a Portoferraio e Porto Azzurro. Marciana vanta origini antichissime. I primi insediamenti umani risalgono all'età del bronzo ed anche prima come testimoniano i frammenti di ceramica rinvenuti nella zona. E' stata abitata prima dagli Etruschi e poi dai Romani: pare che il nucleo più antico di Marciana risalga al 35 a.C. Dopo la caduta dell'Impero e con l'inizio delle invasioni le testimonianze si fanno rare. Passata nel VI secolo sotto l'incerto Bizantino, l'Elba fu soggetta ad invasioni, saccheggi e distruzioni fino all'arrivo dei Franchi.
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Passata in dono alla Chiesa di Leone II, nel 874 passò come protettorato e poi in sovranità diretta alla emergente Repubblica di Pisa paladina della libertà dei Cristiani contro i Saraceni che potenziò il sistema di fortificazioni. Le fortezze sorgevano sulle colline a ridosso del mare, accanto ai villaggi. Col tempo i centri abitati si spostarono fino ad accorparsi alle fortificazioni, come nel caso di Marciana. Altrove le chiese stesse conservarono il ruolo di fortezze , ubicate a valle come nel caso della chiesa di San Lorenzo, tra Marciana e Poggio. Dopo la battaglia della Meloria (1284) contro i Genovesi, la potenza di Pisa venne ridimensionata fino a perdere la propria libertà nel XIV secolo con la vendita che Gherardo Appiani fece prima a Giangaleazzo Visconti e poi alla repubblica di Firenze. Il principe Appiani conservò per sè il possesso di Piombino e delle isole. Marciana svolse un ruolo importante nella vita del Principato di Piombino al tempo in cui fu retto dalla famiglia Appiani. Donna Paola Colonna, moglie di Gherardo Appiani, è il personaggio storico di maggior spicco di quella famiglia che riuscì a trasformare una comunità contadina come Marciana in uno dei più importanti centri dell'Elba. Questa località fu scelta dagli Appiani come luogo di rappresentanza dei loro interessi nel versante occidentale per la sicurezza delle fortificazioni esistenti, per l'ampia visuale che permetteva di controllare da Marciana un buon tratto di mare del canale di Piombino e per l'ormai consolidata amministrazione di questo centro già dai tempi della dominazione pisana.
Amata dal popolo marcianese per la sua saggezza e per la sua abilità politica, a lei si devono le opere e i fatti più importanti avvenuti a Marciana in epoca rinascimentale: la creazione di una zecca per battere moneta, il rafforzamento della fortezza pisana e l'edificazione di Casa Appiani.
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Morta Donna Paola nel 1445 Riccardo Orsini fu proclamato signore di Piombino e dell'Elba. Numerose furono le sue gesta per difendere le coste elbane dagli assalti degli Spagnoli e dei pirati tunisini, spesso pagando notevoli tributi. A lui successe Jacopo IV dal 1474 al 1510. Capace amministratore e buon condottiero seppe destreggiarsi tra le grandi potenze europee e le più importanti famiglie italiane del tempo, ottemnendo spesso favori e riuscendo a conservare il controllo del suo piccolo stato. Riuscì inoltre a incrementare il commercio e il lavoro dando impulso ai vari mestieri concedendo franchigie ed esenzioni migliorando il benessere delle popolazioni e riuscendo a difendere l'Elba sebbene non possedesse ingenti somme di denaro e sufficienti forze militari.
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Ma ormai la storia dell'Elba era legata a destini di realtà lontane. A Firenze si ristabiliva la dinastia dei Medici con Cosimo, mentre più lontano sarebbe esplosa la guerra tra l'imperatore Carlo V e Francesco I, re di Francia con alleati i sanguinari arabi di Solimano. In questo contesto l'Elba rimae sotto il dominio degli Appiani tranne Cosmopoli, la potente fortezza portuale dell'odierna Portoferraio fatta costruire da Cosimo de Medici visibile segno delle mire espansionistiche del fiorentino. Nel 1603 la costruzione della fortezza di Forte Longone da parte degli Spagnoli di Filippo III aprì un fronte di conflitto tra il nuovo granduca Ferdinando, i Francesi e gli Spagnoli. Agli inizi del XVIII secolo la crisi dinastica del regno di Spagna complicò lo scenario dei conflitti. L'Elba era sempre divisa tra la dominazione del Granducato di Toscana e il Principato di Piombino che, scomparsi gli Appiani, era passato prima ai Ludovisi e poi ai Boncompagni. Verso la metà del '700 Portoferraio divenne possesso di Ferdinando II di Asburgo, imperatore d'Austria. Durante il periodo della rivoluzione francese l'isola fu contesa dai francesi e dagli inglesi e nel 1801 l'intera toscana e tutta l'Elba divenne possesso francese e dell'imperatore Bonaparte che legò poi la storia del suo esilio a quest'isola.
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Con la Restaurazione l'Elba tornò ad essere parte integrante del granducato lorenese fino al marzo 1860, anno dell'annessione alla onarchia di Vittorio Emanuele II, re d'Italia. La storia recente del Comune di Marciana è segnata dalla scissione di Marciana Marina, divenuta nel 1951 comune autonomo.
DA VEDERE
Il Museo Civico Archeologico di Marciana
L' Antiquarium di Marciana fu la prima istituzione museale a carattere archeologico a vedere la luce all'Elba. Nacque alla fine degli anni '60 per ospitare i materiali preistorici e protostorici provenienti da varie località dell'Isola. A questi si aggiunsero poi l'importante complesso della grotta sepolcrale di S. Giuseppe (Rio nell'Elba) e i materiali degli scavi condotti dalla Soprintendenza nella fortezza etrusca d'altura a Monte Castello di Procchio (Marciana). Ancora a Procchio, negli anni '70 fu recuperata buona parte del carico di una nave naufragata nelle acque della baia alla fine del II secolo d.C.; anche questi reperti confluirono in Museo. Alla fine degli anni '90, venne realizzato il restauro dell'edificio e un nuovo allestimento privilegiando le più significative testimonianze storiche del territorio marcianese; nel giugno del 2002 è stato creato quindi un nuovo percorso dove le collezioni vengono esposte in sequenza cronologica articolata per contesti di rinvenimento. Un'intelligente progettazione ha conservato all'edificio il suo originario carattere abitativo. Uno spazio "domestico" nel quale gli arredi appositamente creati - belle vetrine a muro incorniciate di legno con sapienza artigianale - raccolgono e conservano preziosi "gioielli di famiglia": le testimonianze delle popolazioni e delle culture che si sono avvicendate nel versante occidentale dell'Elba. L'allestimento ha un carattere forse un po' austero, sdrammatizzato però dalle pareti dipinte col giallo del sole e il turchese dell'acqua marina: i colori dell'Isola.
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Percorso museale La Sala I accoglie la sezione preistorica e protostorica; vi sono testimonianze degli antichi cacciatori del Paleolitico e degli agricoltori neolitici. Le popolazioni dell'età del Bronzo che abitavano alla Madonna del Monte, a Monte Giove e in altre località della montagna occidentale, avevano un'economia di tipo agricolo-pastorale e praticavano attività di filatura e tessitura, testimoniate da fusaiole e pesi da telaio. Alla prima età del Ferro (VIII secolo a.C.) sono databili le asce del "ripostiglio" di Valle Gneccarina (Chiessi) - perfettamente conservate - e alcuni corredi funerari provenienti da necropoli rupestri del massiccio del Monte Capanne. In questa stessa area, l'età etrusca arcaica e protoclassica (VII-inizi V secolo a.C.) è rappresentata da oggetti d'uso, ornamenti e ceramiche provenienti anch'essi da contesti sepolcrali. La Sala II presenta una selezione dei materiali più rappresentativi fra quelli portati in luce dagli scavi di Monte Castello di Procchio, nonché reperti di ritrovamento sporadico, fra i quali una piccola scultura frammentaria in terracotta, della quale si conserva parte della testa.
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La Sala III focalizza l'attenzione sul granito, importante risorsa mineraria del versante occidentale fin dall'antichità: si prendono in esame le aree di cava, le tecniche di escavazione, gli strumenti. E' qui esposta, per la prima volta, per concessione dell'Amministrazione Comunale di Portoferraio che ne è proprietaria, una testa virile in granito della Collezione Foresi. La scultura, di grande effetto, è per ora di incerta attribuzione cronologica e culturale. Completa la parte illustrativa della sala un excursus sulla marineria mercantile e le rotte commerciali romane.
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La Sala IV è interamente dedicata ai due relitti rinvenuti nella baia di Procchio. La nave romana (relitto I) era una oneraria di modeste dimensioni (circa 20 metri) e trasportava una grande varietà di merci: le anfore contenevano vino della Gallia, salsa di pesce di produzione ispanica, fichi africani. Insieme con questi prodotti alimentari viaggiavano pani di zolfo e sostanze chimiche rare come la buntite (carbonato di calcio e magnesio), usata come pigmento nell'antichità. La nave trasportava anche prodotti di lusso: si conserva, purtroppo in stato frammentario, vasellame da mensa in vetro di raffinata eleganza, decorato in oro zecchino. Di particolare pregio una piccola scultura d'avorio (forse ornamento di un mobile) raffigurante Dioniso giovinetto e Sileno abbracciati. La statuetta era decorata con una lamina d'oro, quasi del tutto perduta. Anche il relitto II è pertinente ad una piccola nave mercantile, che viaggiava alla fine del 1700 trasportando merci eterogenee: vasellame in ceramica invetriata, ingobbiata, maaiolica, forbici di metallo di varie dimensioni, pietre focaie. Sono conservati anche elementi dell'attrezzatura di bordo. La stessa sventurata sorte ha dunque segnato il destino delle due navi, che restano a testimonianza dei fiorenti traffici commerciali che hanno caratterizzato quest'area del Mediterraneo dall'età antica fino all'età moderna
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La Fortezza Pisana A poca distanza dal Museo, gli imponenti resti della Fortezza Pisana - costruita nel XII secolo a difesa del territorio - dominano il paese essendo situata a monte dello stesso. E' caratterizzata da uno schema planimetrico quadrangolare costituito da un recinto con ai vertici quattro bastioni.
L'ampio cortile interno è stato restaurato di recente ed è utilizzato nella stagione estiva per spettacoli e incontri culturali; qui trovano degna collocazione tre dolii (ritrovati negli scavi dei magazzini all'interno della fortezza etrusca di Monte Castello di Procchio), che per le loro grandi dimensioni non hanno potuto essere esposti nel Museo. La passeggiata sulle mura permette di ammirare un magnifico panorama su tutto il territorio che circonda Marciana, dal golfo di Marciana Marina al complesso del Monte Capanne.
Orario visite Orario invernale: da ottobre a aprile il Museo e la fortezza rimangono chiusi.
Orario estivo: Maggio e settembre: 9:30-12:30/15:00-19:00 (chiuso il mercoledì). Giugno, luglio e agosto: 9:30-12:30/16-20 (chiuso il mercoledì).
Costo del biglietto del museo: intero € 2,00, gratuito per bambini fino a 12 anni. Tariffe ridotte per gruppi € 1,50 e scuole € 1,00. Costo del biglietto della fortezza: intero € 2,00, gratuito per bambini fino a 12 anni. Tariffe ridotte per gruppi € 1,50 e scuole € 1,00. Percorso unico (Museo + Fortezza) € 3,00, ridotto per bambini fino a 12 anni € 2,00
Informazioni e prenotazioni: 0565 901215
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