La chiesa di San Martino si trova a Livorno , nel quartiere di Salviano . L'edificio, che racchiude resti di una pieve medioevale , è uno dei più antichi dell'intera città e il suo nome è ricordato dal letterato Carlo Bini ( 1806 – 1842 ) nel racconto Al popolo della Pieve di San Martino in Salviano
Storia
La storia della chiesa è direttamente collegata a quella del borgo di Salviano , antico villaggio rurale che solo nel XX secolo è stato definitivamente congiunto alla città di Livorno mediante la costruzione di nuovi insediamenti urbani nelle aree limitrofe. La presenza della chiesa è attestata già intorno all'anno Mille ; narra lo storico Giuseppe Piombanti che nel 1277 essa non dipendeva più dalla pieve di Limone , ma dalla scomparsa pieve di San Paolo all' Ardenza . [1] Si ritiene inoltre che la pieve di Salviano fosse consacrata a san Martino in quanto, al medesimo santo, erano intitolate le chiese ubicate lungo le vie di pellegrinaggio verso Roma ; ciò sembrerebbe confermare la presenza di una strada di collegamento tra Porto Pisano e la prima via Aurelia , che peraltro, all'epoca, seguiva un percorso più interno.
Tuttavia, dopo un restauro eseguito nel 1668 , in seguito all'incremento demografico della popolazione di Salviano si procedette, nel medesimo luogo, alla costruzione di un tempio più grande, consacrato nel 1781 , che causò la perdita di gran parte della struttura originaria. Nel corso del 1700 fu edificata anche una nuova canonica e finalmente, con la costruzione dell' Archivio della Compagnia del SS. Sacramento nel 1843 , il complesso religioso assunse la forma attuale. [2]
Nel vicino cimitero, ampliato nel 1854 , trovarono sepoltura personalità di rilievo, come Paolo Emilio Demi , la cui salma in seguito fu trasferita nel Famedio del Santuario di Montenero .
Descrizione
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Interno della chiesa |
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Elemento di spicco della chiesa di San Martino è la presenza dell'antico abside del tempio medioevale, costruito in stile romanico ed inglobato nel fianco dell'attuale edificio, in corrispondenza del campanile . L'abside originario, rivolto verso oriente, è caratterizzato da semplici pietre squadrate ed è aperto da una stretta finestra monofora.
L'edificio settecentesco presenta una semplice facciata , aperta, alla sommità, da una grande finestra rettangolare: l'interno, a croce latina , è decorato in stile tardobarocco e conserva un'interessante tela seicentesca raffigurante la Madonna col Bambino tra i Santi Domenico e Antonio . Sotto il pavimento, nel corso del 2007, sono state scoperte alcune tombe, probabilmente eseguite nel Cinquecento a causa della momentanea inagibilità dell'adiacente cimitero. [3]
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