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Barriera Margherita è una barriera che originariamente delimitava l'area soggetta a dazio comunale di Livorno . È situata presso l' Accademia Navale , tra la chiesa di San Jacopo in Acquaviva e lo Stadio Armando Picchi , in una zona caratterizzata da numerosi villini eclettici risalenti agli anni trenta del Novecento .
Storia
Nel 1834 il granduca Leopoldo II di Toscana decretò l'ampliamento dell'area del porto franco di Livorno e dette incarico ad Alessandro Manetti di innalzare una nuova cinta doganale, le cui porte e barriere furono progettate da Carlo Reishammer .
Tramontato il porto franco ( 1868 ), le Mura Leopoldine restarono a delimitare la zona soggetta dazio comunale, ma, a causa dell'espansione della città, la cinta fu ampliata verso sud con l'edificazione della nuova Barriera Roma (oggi scomparsa), presso la Cappella di San Michele , e della Barriera Margherita , posta lungo il viale a mare , nei pressi dell' Accademia Navale .
La Barriera Margherita fu costruita intorno al 1890 su progetto di Adriano Unis , il cui nome è legato ad alcune opere eseguite in qualità di collaboratore dell'ingegnere comunale Angiolo Badaloni .
Tuttavia, nel 1912 il confine della cinta daziaria fu spostato lungo la ferrovia Pisa-Livorno-Roma e, tra il 1915 ed il 1920 , le mura furono in gran parte demolite per lasciar spazio ad ampi viali di circonvallazione. Pertanto, il fabbricato orientale di Barriera Margherita fu destinato ad ospitare il capolinea della ferrovia Pisa-Tirrenia-Livorno ( 1935 ), funzione che mantenne fino al 1960 , quando la linea fu chiusa.
Descrizione
La barriera è formata da due corpi di fabbrica sostanzialmente simmetrici, posti ai margini della passeggiata a mare ed un tempo collegati mediante una cancellata. I due edifici si presentano interamente rivestiti in pietra di Monsummano ; i fronti sono schermati da tre arcate a tutto sesto che sostengono un grande attico, mentre sul retro del fabbricato orientale, un tempo capolinea della ferrovia Pisa-Tirrenia-Livorno , si eleva il volume destinato ad ospitare i locali della stessa stazione.
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